ACCOPPIATA E TRIO A QUOTA FISSA: LA NUOVA FRONTIERA DEL BETTING

di Luigi Migliaccio

Quando relativamente alle corse dei cavalli parliamo di “Accoppiata” e “Trio” solitamente ci si riferisce a un tipo di scommessa a totalizzatore, ovvero, una forma di gioco nella quale il montepremi viene suddiviso in parti uguali tra tutte le combinazioni vincenti. Il punto debole di queste scommesse, visto dalla parte dello scommettitore, come in tutte le forme di gioco di questo genere, è quello di non conoscere all’atto del perfezionamento della scommessa l’ammontare della possibile vincita.

Da più di un anno a questa parte, grazie all’evoluzione dell’offerta proposta dai providers appartenenti al circuito MST, è possibile giocare, su buona parte delle corse in palinsesto, l’Accoppiata e la Trio “a Quota Fissa”, ovvero sapendo in anticipo quello che sarà l’ammontare della propria eventuale vincita così come avviene tradizionalmente per le scommesse sul vincente e sul piazzato.

Quali sono i vantaggi per lo scommettitore derivanti da questa novità?

A parte la già citata “certezza del premio”, la vera garanzia risiede nella possibilità di scommettere senza veder “limata” la quota. Per essere più comprensibili ricordiamo che nel gioco a totalizzatore, specialmente quando i volumi non sono così elevati, basta una scommessa di poche decine di euro per vedere abbattuta la quota dell’eventuale vincita e ciò fa sì che lo scommettitore non sia portato a “investire” cifre importanti. Tanto per fare un esempio pratico: il 31 dicembre scorso sulla prima corsa di Roma galoppo a Capannelle uno scommettitore ha puntato 2000 euro su un’accoppiata risultata vincente. La quota è stata di 4.08 con un incasso di 8.160 euro. La quota effettiva al totalizzatore della stessa accoppiata è stata di 4.24, ma se quei 2000 euro fossero stati scommessi al totalizzatore la quota sarebbe scesa drasticamente facendo risultare la scommessa assai meno conveniente.

Proprio per questo motivo la possibilità di ottenere delle vincite importanti in termini di proporzione è sicuramente più elevata. La quota dell’ipotetica combinazione giocata viene elaborata con un algoritmo che, partendo dal numero dei cavalli partecipanti alla corsa e quindi da una difficoltà oggettiva, analizza anche le quote del vincente e del piazzato per trarre quella che potremmo definire la “quota giusta”. Generalmente quindi, anzi praticamente quasi sempre, le quote per le Accoppiate e Trio a quota fissa finiscono con l’essere mediamente più interessanti per lo scommettitore rispetto a quelle derivanti dal gioco a totalizzatore, basti pensare che su alcune corse è possibile conseguire una vincita anche di 100mila euro ed è facile intuire come raggiungere una simile quota di vincita con una scommessa a totalizzatore con i volumi di gioco attuali sia pressoché impossibile. Quindi questa forma di gioco coglie due aspetti vantaggiosi. Da un lato quello della caccia alle vincite importanti ottenibili senza “abbassare la quota”, dall’altro la possibilità di avere delle quote più interessanti e remunerative per quelle combinazioni che contengono i soggetti più giocati, che nel gioco a totalizzatore vengono ad essere inevitabilmente basse e poco interessanti. Vincere 6.100 euro investendone solo 30, come è accaduto lo scorso 24 aprile per una Trio in una corsa di galoppo a Longchamp, Parigi, lascia chiaramente intuire come quella delle accoppiate e delle Trio a quota fissa rappresenti una sorta di nuova frontiera della scommessa ippica.